Allora, cominciamo con ordine.
In Svezia la gente ha iniziato a organizzare i lunch beat. Inizia la pausa pranzo, ci si allontana dalla scrivania e si va a ballare. Proprio ballareballare, in una discoteca ricavata dentro qualche locale originariamente destinato ad altro uso, che fa molto fico fra l’altro.
Ora: si potrebbe ragionare sullo stile di vita scandinavo, che rasenta l’umanità, il senso del vivere “a gusto” per dirla come Cervantes. Degli uffici che si spopolano, normalmente, ad orari in cui le lancette segnano le 17:00, dei parchi, delle biciclette, dello stato sociale che ti paga se vuoi frequentare l’università (e perché no, delle fighe che si fregiano di gonnelle svolazzanti a sottolineare la proprietà di gambe tornite).
Oppure si potrebbe reagire ai lunch beat con sommo sbigottimento, etichettandolo come tronistico atteggiamento dello sballo pervasivo e come stile di vita. Come a dire, milanesemente: “ma vai a lavurà, barbùn!”.
Io non ho ancora deciso. Ma voi, se passate da quelle parti fatemi sapere.



