Occhei, non mi esimo nepure io.
Comincerei col dire che Lana Del Rey c’ha il labbro a canotto (ok, mi chiederai: che c’entra con la musica? E io ti risponderei: nulla; ma visto che ti metti sul palcoscenico, by definition, vuoi che le ggenti ti osservino et cetera).
Quindi proseguirei col dire che ho visto blogosfera, twittersfera, feisbuscsfera (!) interessarsi della Lana in questione. Io proprio non riesco a vedere la cosa oggettivamente, lo so; ed è per questo che sentenzio: Lana Del Rey la additano tutti perché è un figone che sa incidentalmente cantare. In pratica il merito della nostra è ben scritto qui:
l’arrangiamento è depauperato da ogni cafonaggine (o quasi) e agghindato come fosse un pezzo indie, curato nel suono per far capire che - HEY! - non stiamo mica qui per i ragazzi col doppio taglio e le ragazzine che muovono seminude il culo davanti youtube al ritmo di “Under My Umbrella-ella-ella-ella-eh-eh-eh”, siamo hipster di questo popparuolo che sanno arrangiare i pezzi come dei veri indie che si rispettino!
L’hipsteria che traspare. Insomma, non è che lo dico perché c’è troppa agitazione attorno a questo disco*: ma anche no. Ah, no?
*che poi, digiamolo, il disco intero al giorno d’oggi chi minchia se lo ascolta? Forse quelli di pitchfork che gli hanno appioppato un 5.5?
(oh, poi percarità: meglio una Lana del Rey che immondizie musicali varie; solo che si tratta di non esagerare, ne!)



