September 2010
11 posts
Lonnie Liston Smith - Devika
PLAY….Un tizio spinge una fila di 5 carrelli del supermercato. Accanto una coppietta con le buste della spesa. Lei sta litigando dentro le orecchie di lui. Fumo ed aspetto R. davanti la metro. Sembra primavera. Ogni tanto una macchina, le strade hanno ancora i tavoli per sedersi fuori. Passa una tizia sopra uno skateboard. Non ha molta dimestichezza con quell’attrezzo. Ad ogni colpo di piede allarga le braccia per non perdere del tutto il suo equilibrio. All’incrocio decide di prenderselo in braccio ed attraversare a piedi. Altre due bici mi passano davanti. Me le ricorderò dopo, dentro l’Hotel Bar, bevendo amaro con gli altri. Un etiope balla con una tizia ubriaca, la sua mano nera le stringe il fianco, lei ride e regge a fatica il suo bicchiere. Una signora sulla 40ina prova ad ottenere la mia attenzione. “Finisco la sigaretta ed andiamo in bagno a scopare?” ed intanto i miei piedi seguono tutti i cambi della musica. Ogni tanto qualcuno mi cambia il bicchiere che ho in mano. Non ricordo di aver mai smesso di bere. Con i denti sfilo una sigaretta. E fumo ancora. La musica, la 40enne, l’etiope. Un gruppetto di giapponesi fa chiasso accanto al bagno, il tizio dietro il bancone mi saluta. Lo conosco da quando ero sobrio, all’inizio della serata. Una foto sul muro di un bambino di colore. È Duke Ellington, lo conosci vero? No. Non importa. Domani me lo cerco. Domani…
ecco, appena riuscirò - semmai ci sara un appena - a scrivere una cosa così, bene, sarò contento. E a te spaam dico che sarà anche - se mai ci sarà -, perchè tu mi hai insegnato qualcosa. E nel mio piccolo è inteso come un complimento, eh. Bellissima musica, fra l’altro.
(e chi non lo fa, lo può fare; di leggersi spaam se ancora non lo fa. Mi sa che nessuno si offende).
poi, un giorno ascolti una cansone, e la riascolti, e lei ritorna nella vita reale. e ti accorgi che sì, con il tempo che fa fuori, quella nebbiolina, cielo umido, buio anche di mattina non ne puoi fare più a meno.
![]()
E inizi a pensare che gli Avi Buffalo hanno fatto proprio un bel disco.
(mp3 via)
![]()
Hai presente quando schiacci play e la sabbia nella clessidra filtra più lentamente? Pochi sono i dischi che producono questo effetto, e non è da meno Brazil dei Drink to me.
Ti si presenta una porticina di metallo, scrostata, ma solida come un tempo: la apri spingendo in giù la maniglia. Qui una sala buia, dove ti accorgi che il volume non è per niente adeguato. Regoli meglio: forte. E la gente intorno che spinge su di sè, ti sballotta qua e là.
Inizia l’ascolto più attento, dopo i 10 secondi impiegati a renderti conto che ti gira la testa; ehi, cazzo, ma mi ha mollato una sberla! Ecco, un po’ così, qualche sberletta Brazil te la affibbia e bisogna stare all’erta per evitare che dalle orecchie la situazione prenda il sopravvento.
ci sono i Liars, Animal Collective, MGMT, !!!, e lontani - un po’ in disparte, bisogna dirlo - i Radiohead a fare comunella. La struttura pop è scardinata, ne restano le tracce appena distinguibili fra questi suoni/rumori “contemporanei”. E loro, i Drink to me, scavalcano la folla dalla loro scena newyorkese, dove hanno iniziato a suonare nel 2002.
Ecco, vedi, ci sarei cascato anch’io. America, New York, scena underground, grattacieli e taxi gialli e Brooklyn e quartieri malfamati.
Invece: Torino, Italia, mole antonelliana. Ivrea per la precisione.
Qui il loro sito, dove si può ordinare brazil, e seguire il tour!