Marvin Gaye All Stars (: un crogiolo di musicisti al top) suonano un remix “dal vivo” di What’s Going On.
Marvin Gaye, sì, quello lì. Quello che a 17 anni il padre padrone, ultrareligioso lo sbatte fuori di casa; lo stesso che provando ad arruolarsi nell’aviazione riceve la porta sui denti: “incapace di seguire gli ordini”.
Quel Marvin Gaye che decide di aggiungere la e finale al cognome del padre perché le teste di cazzo. Teste di cazzo everywhere, che lo interpellano chiedendogli se fosse veramente lui il “Marvin gay”. E poi una e sembra nulla, ma simboleggia una transenna contro il conflitto paterno.
Quel Marvin Gaye che testardamente si ostinava a suonare la batteria in giro e a cantare standard jazz prima di aggrapparsi al successo con Stubborn Kind of Fellow. Correva l’anno 1962, nel frattempo.
Lo stesso Marvin talmente in grado di azzeccarne di diverse in successione da costringere la Motown, la sua etichetta, a ri-stampare il B-side come un “double A-side”, dato che da nessun lato si trovavano più canzoni di serie B, appunto.
Marvin Gaye si diceva, quello lì che inizia a collaborare con questa giovane cantante, Tammi Terrell, con cui le cose vanno piuttosto bene: singoli in classifica e apparizioni in TV. Solo che la vita non regala nulla. Ed è matrigna insensibile. Tammi infatti ha da poco ricevuto una diagnosi di tumore al cervello, che oltre a devastare lei ha devastato Marvin. Nonostante tutto, di lì a poco esce “I Heard It Through The Grapevine”, che si posiziona agilmente al primo posto in classifica (e vi sfido a verificare se non compaia in qualche punto di quella vostra personale classifica che si ha in testa).
Il 1971 è la volta di What’s Going On, che equivarrebbe (?) a conficcare 10, 100, 1000 freccette nel tondino rosso del bersaglio a occhi chiusi dopo aver ingollato un’intera bottiglia di whisky. La title track trae ispirazione da una reazione brutale della polizia di Berkeley a cui pare Gaye avrebbe assistito. Troppo politico, non lo si voleva diffondere, e c’è voluto lo sciopero: “non muoverò un dito per produrre nuova musica finché non esce il singolo”, disse - in Italiano- Marvin Gaye.